La paura di chi deve cambiare le finestre è sempre la stessa: la polvere, i muratori, gli intonaci da rifare, la casa inagibile per giorni. È il motivo per cui molti rimandano per anni la sostituzione di serramenti vecchi e inefficienti. Esiste però da tempo una tecnica di posa che elimina quasi completamente le opere murarie: il montaggio con telaio Z, detto anche telaio ad aletta o posa in sovrapposizione. Con questa soluzione un appartamento medio cambia tutte le finestre in una giornata, senza demolizioni. Vediamo come funziona, quando si può usare e quando invece è meglio evitarlo.
Cos’è il telaio Z
In una finestra tradizionale il telaio fisso ha una sezione a L: si appoggia nel vano murario e viene fissato alle spallette. Nel telaio Z il profilo ha un’aletta esterna aggiuntiva, larga 35, 40, 60 o 65 mm a seconda del sistema, che sporge sul lato interno. Questa aletta copre il vecchio telaio, che resta al suo posto, e nasconde il giunto tra vecchio e nuovo.
In pratica: il vecchio telaio in legno o alluminio, una volta rimosse le ante, diventa il controtelaio del nuovo serramento. Il nuovo telaio Z si inserisce nella luce del vecchio, viene fissato con viti attraverso il profilo e sigillato; l’aletta copre tutto ciò che sta dietro. Dall’interno si vede solo il nuovo serramento, come se fosse stato montato in un vano nuovo.
La procedura passo per passo
Il primo passo è il rilievo: l’installatore misura la luce netta del vecchio telaio (non del vano murario), verifica che sia in squadra e solido, e controlla lo stato del davanzale e della soglia. Il nuovo serramento viene prodotto su queste misure, con una tolleranza di 5-10 mm per lato per l’inserimento.
Il giorno della posa, si smontano le vecchie ante e la ferramenta, lasciando il telaio fisso. Si pulisce il telaio da residui e vecchie guarnizioni; se è in legno e presenta parti degradate, si consolidano. Si applica sul vecchio telaio un nastro precompresso o un cordolo di schiuma a bassa espansione. Si inserisce il nuovo serramento, lo si mette in bolla e in squadra con cunei, e lo si fissa con viti da telaio nei punti previsti dal produttore (in genere ogni 60-70 cm). Si riempie il giunto con schiuma poliuretanica a bassa espansione, si applicano i nastri di tenuta interno ed esterno, si montano le ante e si regola la ferramenta. Infine si applicano i coprifili interni e, all’esterno, la lamiera o il profilo di raccordo con il davanzale.
Per una finestra a due ante di dimensioni standard, il tempo di posa è di 45-90 minuti. Un appartamento con 6-8 finestre si completa in una giornata con due installatori.
I vantaggi reali
Il vantaggio principale è l’assenza di demolizione: niente rimozione del vecchio telaio dal muro, niente rottura delle spallette, niente polvere e calcinacci, niente ripristino di intonaci e tinteggiatura. Il risparmio sulle opere murarie è di 100-200 euro a finestra, oltre al risparmio di tempo e disagio. La casa resta abitabile durante i lavori: si può cambiare una stanza alla volta.
Il secondo vantaggio è la velocità: dalla firma del preventivo all’installazione completa passano 4-6 settimane, il tempo di produzione dei serramenti; la posa vera e propria è di un giorno. Il terzo è la reversibilità parziale: il vecchio telaio, pur nascosto, resta strutturalmente al suo posto e continua a lavorare come elemento di ancoraggio.
Quando si può fare
La posa su vecchio telaio richiede che il telaio esistente sia solido, ben ancorato al muro, in squadra (fuori squadra massimo 5-8 mm) e non deformato. I telai in legno di buona qualità, anche vecchi di 40-50 anni, sono quasi sempre idonei; i telai in alluminio degli anni ’80-’90 lo sono altrettanto. I telai in ferro (rari, in edifici storici o industriali) vanno valutati caso per caso.
Un altro requisito è lo spazio: l’aletta del telaio Z riduce la luce netta della finestra di 35-65 mm per lato rispetto al vecchio serramento, quindi 7-13 cm in larghezza e altrettanti in altezza. Su una finestra da 120×140 cm il vetro passa da circa 100×120 a circa 90×110: la perdita di luce è del 15-20%. Su finestre piccole (sotto 60×80 cm) la riduzione può diventare eccessiva e conviene la posa tradizionale.
Quando è meglio evitarla
Se il vecchio telaio è marcio, deformato, staccato dal muro o fuori squadra oltre 10 mm, la posa in sovrapposizione non dà garanzie: si costruisce su una base instabile. In questi casi va rimosso il vecchio telaio e montato il nuovo con posa tradizionale su controtelaio, con le relative opere murarie.
Va evitata anche quando la perdita di luce è inaccettabile (finestre già piccole, vani stretti), quando il vecchio telaio in legno è un elemento di pregio da conservare a vista, o quando ci sono problemi di infiltrazioni dal giunto tra vecchio telaio e muro: coprire il problema con l’aletta non lo risolve, e l’acqua continuerà a entrare dietro.
Infine, nei condomìni con vincoli di uniformità di facciata, va verificato che il nuovo serramento con aletta rispetti le prescrizioni del regolamento sul colore e sulle sezioni a vista.
Aletta 35, 40 o 60 mm: quale scegliere
I produttori offrono alette di larghezza diversa. L’aletta stretta (35-40 mm) copre telai in legno sottili e riduce meno la luce; l’aletta larga (60-65 mm) copre telai più spessi, coprifili vecchi e piccole irregolarità dell’intonaco intorno al vano. La scelta si fa al rilievo, misurando la sezione del vecchio telaio e la posizione del vecchio coprifilo. I sistemi VEKA Softline 76 offrono alette da 35 e 65 mm; REHAU Euro 70, Synego e Artevo da 40 e 60; Salamander da 35 e 60. Un produttore che lavora tutti questi sistemi può proporre l’aletta giusta per ogni vano.
La tenuta: il punto critico
Il rischio della posa in sovrapposizione è affidare la tenuta all’aria e all’acqua al giunto tra vecchio e nuovo telaio, se non viene sigillato correttamente. Il vecchio telaio in legno può avere fessure, la vecchia guarnizione può essere assente. Per questo è fondamentale che l’installatore applichi il nastro precompresso o la schiuma lungo tutto il perimetro prima di inserire il nuovo serramento, e completi con i nastri di tenuta interno (barriera al vapore) ed esterno (impermeabile ma traspirante) secondo la norma UNI 11673.
Un errore frequente è sigillare solo con silicone: il silicone si stacca in pochi anni, l’aria passa e il beneficio del nuovo serramento si dimezza. Chiedete sempre come viene eseguita la sigillatura del giunto, e pretendete i nastri.
Cosa succede al davanzale e alla soglia
Nella posa in sovrapposizione il davanzale esterno resta quello esistente. Il nuovo serramento, essendo più profondo del vecchio (76-82 mm contro 55-68 mm dei vecchi telai in legno), può sporgere di qualche centimetro verso l’interno: va verificato che il davanzale interno o la spalletta lo consentano. All’esterno, tra il nuovo telaio e il davanzale, si applica un profilo di raccordo in alluminio o PVC con gocciolatoio, sigillato con nastro butilico, che convoglia l’acqua piovana verso l’esterno e impedisce le infiltrazioni sotto il telaio.
Per le porte-finestre la situazione richiede più attenzione: la soglia del nuovo serramento si sovrappone alla vecchia e può creare un gradino di 2-4 cm. Le soluzioni sono due: usare una soglia ribassata in alluminio a taglio termico, che riduce il gradino a 15-20 mm, oppure accettare il gradino e raccordarlo con un profilo inclinato. In caso di accessi per persone con mobilità ridotta, va valutata la posa tradizionale con soglia a filo pavimento.
Il ruolo dell’installatore
La posa con telaio Z è tecnicamente semplice ma richiede esperienza nel rilievo e nella sigillatura. Un installatore che lavora da anni con questa tecnica riconosce al primo sopralluogo se il vecchio telaio è idoneo, sceglie l’aletta giusta, prevede i raccordi con davanzali e soglie e sa come trattare i casi particolari (vani fuori squadra, telai con vecchie zanzariere incassate, persiane con cardini nel telaio). I produttori seri forniscono ai loro partner installatori la formazione sui sistemi e le istruzioni di posa specifiche per ogni profilo: chiedere al rivenditore se l’installatore è formato dal produttore è una domanda legittima che dice molto sulla qualità del lavoro.
Nei centri storici e negli edifici con vincoli paesaggistici, la posa in sovrapposizione ha un vantaggio ulteriore: non modifica il vano murario né la facciata, e in molti comuni rientra nell’edilizia libera o nella manutenzione ordinaria, senza necessità di pratiche edilizie complesse. Va comunque verificato con l’ufficio tecnico comunale e, dove esiste, con il regolamento condominiale, soprattutto per quanto riguarda il colore e la sezione a vista del nuovo serramento rispetto agli esistenti.
Costi e detrazioni
A parità di serramento, la posa con telaio Z costa 30-60 euro in più a finestra per il profilo con aletta, ma fa risparmiare 100-200 euro di opere murarie e ripristini. Il bilancio è a favore della posa in sovrapposizione. La sostituzione con telaio Z rientra pienamente nelle detrazioni fiscali (Ecobonus e Bonus Casa) come sostituzione di serramenti: il nuovo serramento deve rispettare i limiti di trasmittanza della zona climatica, e per l’Ecobonus va inviata la pratica ENEA. Il fatto che il vecchio telaio resti al suo posto non ha rilevanza fiscale.
Per il proprietario, la posa con telaio Z è quasi sempre il modo più rapido, pulito ed economico per passare da vecchie finestre in legno o alluminio a serramenti moderni in PVC ad alte prestazioni. Un rilievo accurato e un installatore che sigilla correttamente il giunto sono le due condizioni per un risultato che dura decenni.


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